Legalità e sicurezza

Parlare di legalità e sicurezza vuol dire affrontare un tema ampio che tocca la vita di tutte e tutti noi:  costruire una città sicura e vicina alle persone è il presupposto perché le vite dei cittadini e delle cittadine migliorino. Crediamo, però, che la discussione sulla legalità e la sicurezza debba necessariamente accompagnarsi a una seria riflessione intorno alla povertà e alla marginalità presenti a Torino. Il Rapporto “Piemonte economico e sociale” di IRES evidenzia che, anche a causa del Covid-19, le nuove povertà sono in forte crescita e si acutizzeranno con lo sblocco dei licenziamenti.

Da alcuni anni ormai, a Torino si sta consolidando una forte divisione socio-economica che tende a marginalizzare ulteriormente chi è in difficoltà economica. Ed è proprio contro questa frammentazione che intendiamo costruire una riflessione sui temi della legalità e della sicurezza: l’unica strada efficace per realizzare delle riforme a riguardo passa dalla ricucitura del tessuto sociale. 
 
Nel percorso di costruzione di una Città più sicura e vicina ai cittadini e alle cittadine, un ruolo di primo piano assume il contrasto alle mafie: 10 anni fa l’operazione “Minotauro” rivelava l’esistenza di un sistema di potere mafioso perfettamente inserito nel nostro territorio. Da quel momento, numerosi sono stati i procedimenti giudiziari che hanno contribuito a confermare quanto la criminalità organizzata sia ormai radicata a Torino e in tutto il Piemonte (le operazioni “Colpo di Coda” e “Albachiara”, tra le altre). Contrastare le mafie con istituzioni trasparenti e capaci di ascoltare la cittadinanza e tutelarne la sicurezza economica e sociale, è di fondamentale importanza.

Secondo tema di grande rilevanza è il gioco d’azzardo: se non regolamentato è un problema per la salute e per le economie delle fasce più fragili della popolazione. Negli ultimi anni la Regione Piemonte, grazie alla legge regionale 9/2016 ora stravolta dal centrodestra, ha avuto un trend diverso rispetto al resto d’Italia: dal 2016 il volume di gioco è diminuito dell’11% (dati IRES), mentre nel resto del Paese la diminuzione è iniziata nel 2019. Per motivi di salute pubblica e tutela delle fasce deboli, Torino deve intervenire per porre dei limiti alla presenza di occasioni di gioco d’azzardo sul territorio.

Infine, dobbiamo tenere alta l’attenzione contro l’usura: è un fenomeno in crescita e per le mafie rappresenta fonte di profitto e occasione per penetrare nel tessuto economico e sociale della città. Nel corso del 2020, mentre le denunce pervenute alle forze dell’ordine per reati contro il patrimonio sono diminuite in misura significativa, quelle riguardanti l’usura sono aumentate del 16,2%. In questo scenario vogliamo fare di Torino una città in prima linea contro l’usura.

Alla luce di queste riflessioni, proponiamo:

  1. Il rafforzamento delle esperienze grazie a cui le forze dell’ordine intervengono in quanto agenti di comunità (vigili di quartiere e di prossimità), come parte del tessuto sociale del territorio e sempre meno come attori volti esclusivamente alla repressione;
  2. L’adozione a livello comunale delle disposizioni già previste dalla legge regionale 9/2016 sul gioco d’azzardo (ora abrogata) per limitare gli orari di utilizzo delle slot machine e stabilirne il posizionamento lontano dai luoghi “sensibili” come scuole e ospedali;
  3. Il coinvolgimento dell’Osservatorio Provinciale per la Prevenzione e il Contrasto del Fenomeno dell’Usura al fine di attuare azioni di prevenzione e formazione sul tema dell’usura sensibilizzando il territorio e accompagnando le vittime di questo reato.