Giovani e scuola

La scuola è una delle istituzioni pubbliche fondamentali: permette la crescita individuale e collettiva dei giovani, l’emancipazione da situazioni di svantaggio e l’acquisizione di strumenti culturali e civici per l’adultità. La didattica a distanza, l’isolamento, la convivenza forzata con i nuclei familiari e l’inadeguatezza degli istituti scolastici hanno, negli ultimi mesi, ulteriormente aggravato le condizioni dei nostri giovani sia sul piano della serenità che sul piano dell’apprendimento. Sebbene l’ambito dell’istruzione in senso stretto non sia di esclusiva competenza cittadina, per il benessere dei giovani della nostra città è necessario ripartire dalla scuola affinché questa possa essere luogo sicuro di crescita, socializzazione e realizzazione, uno spazio partecipato in cui sognare e costruire insieme la Torino di domani. Gli studenti, la loro sicurezza e la loro felicità a partire dalle scuole devono quindi essere un perno fondamentale per una Torino Vicina e i temi di maggiore urgenza e rilevanza sono per noi la sicurezza scolastica e il contrasto alla dispersione scolastica.

Sebbene oggi il dibattito pubblico si concentri in particolare sull’importanza della digitalizzazione e della transizione tecnologica delle scuole, la tenuta strutturale degli edifici e la sicurezza scolastica in generale sono ancora una grande priorità. Secondo i dati del rapporto Ecosistema Scuola di Legambiente e del cruscotto sull’edilizia scolastica del MIUR, più dei due terzi delle scuole piemontesi sono state costruite prima del 1976 e il 42% degli edifici attivi nella provincia di Torino è privo del certificato di agibilità o ne è esente. Lo stesso vale per i certificati di collaudo statico e prevenzione incendi. A completare il quadro, e a rimarcarne l’urgenza, sono i numerosi episodi di cronaca riguardanti crolli all’interno di edifici scolastici, come quello accaduto a Rivoli nel 2008 che causò la morte del diciassettenne Vito Scafidi.

Relativamente alla dispersione scolastica, a livello nazionale, la percentuale di studenti tra i 18 e i 24 anni che abbandonano precocemente la propria carriera scolastica già prima della pandemia si attestava al 15%, di molto superiore alla media UE pari al 10,2%. In seguito alla pandemia la situazione rischia un collasso: secondo l’Istat il 12,3% dei ragazzi tra 6 e 17 anni non ha un computer o un tablet a casa, il 57% lo deve condividere con la famiglia e solo il 6,1% vive in famiglie dove è disponibile almeno un computer per ogni componente. Tra le famiglie con minorenni (0-17 anni) circa una su 7 non ha un computer o un tablet a casa. Questi dati ci confermano che la dispersione non colpisce tutti nello stesso modo, ma è anzi lo specchio di diseguaglianze socio-economiche.

Di fronte alle difficoltà emergenti, la scuola pubblica deve avere l’ambizione di garantire la piena e dignitosa crescita dei nostri giovani, promuovere la solidarietà e la partecipazione e costituire un presidio istituzionale per avvicinare l’amministrazione pubblica ai suoi cittadini.

Con queste esigenze e sensibilità ben in mente, avanziamo le seguenti proposte:

  1. L’istituzione di una commissione che mappi e monitori lo stato degli edifici scolastici cittadini, per individuare le situazioni critiche e gestire efficacemente i fondi a disposizione;
  2. La promozione di un piano straordinario di manutenzione per tutti gli edifici scolastici di competenza comunale (dagli asili nido alle scuole medie);
  3. Scuole aperte fino alle 18 grazie alla collaborazione con associazioni e terzo settore per promuovere attività che completino l’offerta curriculare, aperte a tutta la cittadinanza.