Aria

La legge italiana definisce l’inquinamento atmosferico “ogni modificazione dell’aria atmosferica, dovuta all’introduzione nella stessa di una o di più sostanze in quantità e con caratteristiche tali da ledere o da costituire un pericolo per la salute umana o per la qualità dell’ambiente oppure tali da ledere i beni materiali o compromettere gli usi legittimi dell’ambiente” (D.Lgs. 152/2006, art. 268, comma 2).

L’inquinamento dell’aria ha conseguenze dirette sulla nostra salute, su quella degli altri esseri viventi e sugli equilibri degli ecosistemi.

Nei contesti urbani, preoccupa soprattutto la presenza di particolato inalabile (o polveri sottili), cioè di quell’insieme di sostanze prodotte prevalentemente dalla combustione di idrocarburi e che al di sotto del diametro di 10 micrometri diventano inalabili dal nostro sistema respiratorio. Si tratta del cosiddetto PM10 e degli altri PM più sottili. Più sottile è la dimensione di questo particolato maggiore è la sua capacità di penetrare nel nostro apparato respiratorio.

L’ultimo rapporto di Legambiente “Mal’aria di città 2021” indica Torino come la peggiore città italiana per presenza di polveri sottili. Nel 2020 sono stati 98 i giorni di sforamenti registrati nella centralina Grassi di Torino dei limiti PM10 giornalieri e Torino ha raggiunto il triste primato nazionale di 35 microgrammi/mc come media annuale di tutte le centraline urbane del capoluogo.

La qualità dell’aria che respiriamo tutti i giorni rappresenta una vera emergenza per la salute di adulti e bambini. Si stima infatti che all’anno ci siano nel torinese 900 morti per gli effetti delle polveri sottili e che lo “smog” accorci la vita dei torinesi di 24 mesi. I danni peggiori sono quelli alla salute dei bambini.

Occorre al più presto rientrare nei limiti di legge stabiliti dalla normativa italiana e raggiungere gli obiettivi dell’OMS a difesa della nostra salute.

Per una Torino vicina e pulita c’è un grande lavoro da fare!

Per questo avanziamo le seguenti proposte:

  1. Una riprogrammazione della mobilità urbana e dei comuni limitrofi tramite il rafforzamento del trasporto pubblico e della rete di piste ciclabili e l’abbassamento delle soglie limite di velocità nelle tangenziali e nelle strade urbane sono indispensabili. Alla velocità dei veicoli corrisponde infatti un incremento di consumo di carburante e quindi di emissioni.
  2. La trasformazione delle scuole in “Isole azzurre”, zone sensibili da tutelare dal traffico più intenso e ravvicinato. Gli studenti di tutte le età devono poter raggiungere la scuola in maniera sostenibile e devono essere accompagnati e sollecitati a farlo. Esistono esperienze e strumenti già esistenti a cui ispirarci: “A scuola ci andiamo da soli” a Fano ha creato una rete di “mobility manager scolastici” allacciando alleanze tra tutti gli attori della comunità educante.